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Storia ed attività pastorale del “Santuario della BVM di Fátima” a Turza Śląska

(Arcidiocesi di Katowice in Polonia)

  

   Turza Śląska (nel Voivodato di Slesia in Polonia) è una piccola comunità composta da ca. 3 mila abitanti situata nella parte settentrionale della regione di Alta Slesia, in vicinanza alla frontiera dello Stato Polacco con la Repubblica Ceca. Nell’ultimo periodo della seconda guerra mondiale vi ebbero luogo durissimi combatimenti sulla prima linea di fronte iquali hanno portato alla distruzione quasi completa del paese ed provocarono molte sofferenze alla popolazione. Dopo le operazioni belliche la situazione delle famiglie fu estrememente difficile. Molti uomini, giovani e padri delle famiglie, non furono mai tornati da vari fronti di guerra; quelli tornati sono stati segnati per sempre con lo stemma dei prigionieri o degli invalidi di guerra. La chiesa parrocchiale vi si trovava allora in distanza significativa dal paese di Turza, cioè a Jedłownik. In tali difficili circostanze del periodo di dopoguerra, fra la popolazione povera e soffernte del paese improvvisamente fu nata l’idea di costruzire dell’edificio della propria chiesa, il futuro Santuario.

Da tempi antichi Turza Śląska apparteneva all’antica, fondata nel 1239, parrocchia di Jedłownik, nella quale dal 1929 al 1947 svolgeva l’attività pastorale, amatissimo da popolazione del paese, Alfons don Januszewicz. Infatti, egli era molto stimato da tutti come sacerdote zelante, un abile organizzatore e moderatore delle varie associazioni e movimenti ecclesiastici ed esperto in spiritualità. Siccome l’iniziativa di costruzione della chiesa era partita da abitanti del paese, don Januszewicz presentò tale domanda alla Curia diocesana di Katowice. Il Vescovo accolse tale preghiera con comprensione concedendo il permesso, però l’anziano parrocco non si sentiva più in grado d’iniziare la costruzione della chiesa nuova a Turza. Infatti, in tale periodo, a causa del peggioramento della salute, gli era d’aiuto, come cooperatore, Robert don Wałach. In seguito, la cura pastorale in parrocchia di Jedłownik è stata consegnata a Ewald don Kasperczyk (1914-1980), allora vicario della comunità parrocchiale dell’Assunzione della BVM a Wodzisław Śląski. Calmo, sapendo di avere un successore degno, don Januszewicz si è spento il 14 novembre 1947.

   Nel momento della morte del suo parroco don Ewald Kasperczyk ha compiuto appena 33 anni. Egli era d’origine di Kochłowice (oggi un quartiere della città di Ruda Śląska). Il sacerdote, visitando il paese di Turza è rimasto colpito, come scrisse nelle sue memorie, dal “grande entusiasmo ed unanimità degli abitanti di Turza” per quanto riguarda la costruzione della chiesa. Fra i fedeli non c’era, però, d’accordo a chi dovrebbe essere dedicata la chiesa. L’idea è venuta improvissamente, magari grazie alla Divina Provvidenza. Ecco, per la prima volta don Kasperczyk ha convocato la celebrazione delle tradizionali funzioni liturgiche alla Madonna a Turza per il giorno di 12 maggio 1947 alle ore 19.00. Siccome il giorno succesivo accadeva l’anniversario delle apparizioni della BVM a Fátima egli decide di proporre ai fedeli proprio la Madonna di Fátima come Patrona e Prottetrice della chiesa e della comunità di Turza. Tale proposta è stata accolta da tutti con sincero e profondo entusiasmo.

   Prima di cominciare dei lavori don Ewald ha runito tutti gli abitanti del paese sul campo dove dovrebbe essere stata costruita la chiesa, per richedere a tutti di perdonarsi reciprocamente dei peccati e repulsioni. Dopo di ciò, lavori di costruzione sono partite con grande slancio. Il 13 giugno 1947 sul cantiere di costruzioni è stata sistemata in una capella di piano inferiore una statua della Madonna di Fátima. Il 13 di luglio dello stesso anno per la prima volta tra le mura della chiesa fu celebrata l’Eucaristia. Il 24 di luglio il terreno di costruzioni era stato visitato da Mons. Stanisław Adamski (1875-1967), allora Vescovo di Katowice. Colpito da entusiasmo degli fedeli e dal progresso della costruzione egli ha espresso la sua gratitudine ed ammirazione per la dedizione degli abitanti alla costruzione della chiesa. Però, la gioia di costruzione non durò molto tempo. Il 1 agosto 1947 le autorità comuniste del comune hanno dato l’ordine di finire immediatametne dei lavori. Il Vescovo, don Ewald e gli abitanti avevano rifiutato tale ordine e, dopo un mese di sospensione dei lavori, dal 2 settembre hanno continuato la costruzione della chiesa. Il 13 ottobre 1948 tutti fedeli con grande commozione si sono riuniti nella chiesa per dare un bienvenuto all’immagine della Madonna di Fátima. Il quadro di grandezza 2,2 m su 1,35 m dipinse Franciszek Worek da Rupienka, un paese nella zona di Kamesznica. La Madonna vi è stata rappresentata come si era apparsa a Fátima in maggio 1917, cioè vestita nel manto dorato e con la corona di rosario in una mano. Il 14 novembre 1948 la chiesa fu consacrata da Mons. Stanisław Adamski, Vescovo di Katowice, ventuo anche per pregare davanti all’immagine della BVM di Fátima. Ecco, la costruzione della chiesa si era conclusa dopo un anno e mezzo di lavori per onorare il 30 anniversario delle apparizioni della Madonna a Fátima. La chiesa di Turza Śląska in tale modo è stata la prima in Polonia dedicata alla BVM di Fátima.

   Subito la chiesa è diventata una meta dei pellegrinaggi. Don Ewald Kasperczyk, totalmente dedicato allo sviluppo della venerazione e del culto alla Madonna, cercava con tutte le forze di dare delle nuove idee per rispondere a tale sorprendente aflusso dei fedeli. Nel 1957 alla chiesa di Turza Śląska sono stati già arrivati 223 gruppi organizzati dei pelleghrini. Molte volte la folla era talmente numerosa che mancava uno spazio libero in vicinanza della chiesa (ad es. il 15 maggio 1949). Per scaricare l’aflusso dei fedeli alla chiesa nella sua vicinanza è stata costruita una Via Crucis con 15 stazioni della Passione ed una stazione dedicata alla Risurrezione di Cristo. Sia la chiesa aTurza, sia l’immagine della Madonna di Fátima, non si sa il perché, diventa in quel periodo sempre più conosciuta come Madre Protettrice dei poveri peccattori per i quali implora delle grazie divine.

   L’aflusso impressionante dei fedeli a Turza Śląska e la fama del luogo santo, che si è diffusa subito, hanno provocato, però, delle reazioni da parte del governo comunista, deciso di fare tutto il possibile per spegnere il fuoco della fede e del culto alla Madonna a Turza. Don Kasperczyk ed il suo successore, don Gerard Nowiński (1940-), avevano subito molte perscuzioni da parte delle autorità, niente, però, gli ha ostacolato nel diffondere il culto alla Madonna di Fátima. Da anno all’anno si sviluppava la venerazione alla Madonna, nascevano delle funzioni liturgiche particolari, delle nuove canzoni, delle preghiere dedicate alla Madonna e formulate dai pellegrini. Oggi non si può immaginare il Santuario senza una Veglia di Penitenza e di Espiazione celebrata ogni mese la notte dal 29 al 30 giorno del mese, senza delle celebrazioni liturgiche in memoria delle apparizioni della Madonna (ogni domenica dopo il 13 giorno del mese dal maggio fino all’ottobre) e delle Giornate degli Ammalati che si celebrano ogni 13 giorno del mese. L’aflusso dei fedeli è impressionante. Essi si recano al Santuario per ringraziare alla Madonna per le grazie ricevute, implorano la benedizione per i loro vicini ed amati, chiedono il perdono, soprattutto recitando il rosario, per i loro peccati e per i peccati del tutto il mondo. Il Santuario della Madonna di Fátima a Turza Śląska è diventato un luogo di molte grazie, ai quali danno testimonianza tantissime ex-voto offerte dai pelleghrini.

   Nel 1997 Mons. Damian Zimoń (1934-), l’Arcivescovo di Katowice e Metropolita di Alta Slesia, ha elevato la chiesa di Turza Śląska al rango del Santuario diocesano e nel 2004 l’immagine miracolosa della Beata Vergina Maria di Fátima a Turza è stata coronata da Mons. Józef Kowalczyk (1938-), l’Arcivescovo e Nunzio apostolico in Polonia, con le corone papali “nomine et auctoritate Summi Pontificis”, il Servo di Dio Giovanni Paolo II (1920-2005). Durante l’omelia Mons. Wiktor Skworc (1948-), Vescovo di Tarnów in Polonia, ha riportato le parole profetiche di don Ewald Kasperczyk, pronunciate nel 1968: “Sta arrivando il giorno in cui in modo solenne i Vescovi (...) metteranno una corona sul capo della Madonna. Tale giorno sta per arrivare, però, Carissimi, perché tale ora arrivi ci vogliono ancora tante vostre preghiere, tanti sacrifici, ci vuole che continui la vita unita ancora di più con quella della Beata Vergine...”. Il Predicatore ha chiamato allora la chiesa di Turza “il Santuario delle Mani piegate in preghiera”.

   Oggi la vita religiosa nel Santuario viene segnata da culto sempre vivo. Ogni mese si celebrano tre grandi eventi religiosi: la Giornata degli Ammalati, il Ricordo delle Apparizioni e la Veglia di Penitenza e di Espiazione. Le Giornate degli Ammalati riuniscono dei fedeli sofferenti ed anziani e dei loro familiari e protettori. Uno dei momenti più significativi della Giornata è l’adorazione silenziosa del Santissimo, delle preghiere, delle meditazioni e dell’omelie che trattano in modo particolare il culto eucaristico e mariano. Tutti presenti, dopo la confessione e partecipazione all’Eucaristia, ricevono individalmente la bendizione col Santissimo Sacramento. Alla conclusione delle celebrazioni che durano tutta la giornata si leggono delle preghiere particolari degli ammalati, si recita il rosario e si impatrisce la benedizione dei medicamenti. Da anni gli ammalati vengono a Turza per ricevere tale rinforzamento spirituale nelle loro sofferenze. Secondo la tradizione ognuno di loro viene con una intenzione particolare, molti desiderano offrire i loro patimenti per implorare la benedizione alla Chiesa e al santo Padre, alla Patria e alle loro famiglie. Partendo dal Santuario portano con loro l’acqua benedetta che scaturisce dal pozzo situato in vicinanza della chiesa.

   L’altro tratto caratteristico del Santuario della BVM di Fátima a Turza Śląska sta nella celebrazione della Notte di Veglia di Penitenza e di Espiazione che viene celebrata ogni 29 giorno del mese. Vi si riuniscono dei fedeli devoti alla Madonna di Fátima, laquale chiedeva la penitenza come una forma della ricompensa per i peccati del mondo intero. Tale forma di Veglia di preghiera è nata come iniziativa dei fedeli i quali 35 anni fa si sono rivolti a don Kasperczyk di poter pregare in chiesa per tutta la notte. Oggi tale gruppo di 7 persone è grandito a qualche mila dei fedeli i quali vengono, accompagnati da loro sacerdoti, da tutta la Slesia, dalla Repubblica Ceca e dalla Moravia. Durante tutta la notte tantissimi si confesano, partecipano all’Eucaristia ed alle funzioni di carattere penitenziale, si recano a due processioni: una con il Santissimo Sacramento e l’altra con la statua della Madonna delle Lacrime di Siracusa, recitano il rosario e meditano la Via Crucis. La formazione a tale partecipazione alla Veglia di Penitenza e di Espiazione viene tramite delle omelie e maditazioni pronunciate da 30 anni da Mons. Gerard Nowiński, oggi già pensionato parroco del Santuario. Impressionante è non soltanto il numero dei partecipanti, ma anche il loro raccoglimento nella preghiera ed il loro stupendo canto.

   Un altro ancora tratto caratteristico del Santuario di Turza sta nelle Giornate di Ricordo delle Apparizioni che si celebrano da maggio ad ottobre ogni domenica che cade dopo il 13 giorno del mese. Tutta la giornata viene allora dedicata alla meditazione dei messaggi della Madonna rivolte, tramite dei beati Fanciulli da Fátima, a  mondo intero. Nel settembre del 1976 venuto al Santuario di Turza come pelleghrino il vescovo di Fátima, Mons. Alberto Cosme do Amaral (1916-2005) scrisse a proposito di tali celebrazioni: “Ero comosso (...) per la fede di questo popolo – è la fede viva, che si esprime nella partecipazione solenne e nobile all’Eucaristia. Mi sembrava di essere presente sulla Collina delle Apparizioni a Fátima. Mi sentivo a casa. A Turza ho capito che Fátima gode di un carattere universale e una missione globale”.

   Si potrebbero ancora elencare: l’attività dei gruppi parocchiali, delle associazioni, l’attività caritativa e dei movimenti di preghiera, ma la cosa più importante, come sembra, sta nel fatto, che Turza è rimasta un luogo dell’”esplosione del soprannaturale”. Ogni giorno ci giungono dei gruppi di pelleghrini. Cosa interessante e particolare: a Turza non ci sono delle bancarelle dei commercianti dei santini, come spesso succede in molti altri santuari; gli abitanti del paese non vendono dei ricordi... Lo fanno non perché non sanno l’arte del commercio e del marcato. Semplicemente, come 60 anni fa, essi si mettono in schiera con pelleghrini per partecipare alle celebrazioni di penitenza chiedendo a Dio misericordioso, tramite l’intercessione della Madonna di Fátima, il perdono per i peccati del mondo intero. Grazie a Dio sono rimasti semplici, devoti e buoni come loro antenati iquali, nel difficile periodo del dopoguerra hanno deciso, contro un buonsenso, prima costruire una Casa alla Madonna e soltanto dopo ricostruire le proprie case. Sono degni di ammirazione perché sanno che l’appagamento più importante sta nella pace spirituale che nel Santuario di Turza, dalle mani della Madonna di Fátima, ricevono sia loro, sia dei pelleghrini.

Sanktuarium Matki Boskiej Fatimskiej
w Turzy Śląskiej